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Sondaggio sul mercato immobiliare Banca D’italia

I principali risultati
Nell’indagine condotta presso 1.323 agenti immobiliari dal 29 marzo al 30 aprile 2021, più del 60 per cento degli operatori segnala una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto alla precedente rilevazione; la quota di coloro che riferiscono quotazioni in diminuzione è scesa, ma resta di poco superiore a un quarto del totale. I giudizi sulle condizioni della domanda sono migliorati nelle aree non urbane, ma si confermano sfavorevoli nelle città; l’andamento dei nuovi incarichi a vendere è rimasto ovunque negativo. I tempi di vendita e lo sconto medio rispetto al prezzo iniziale richiesto dal venditore sono lievemente diminuiti. Le prospettive sono migliorate, sia sul proprio mercato di riferimento sia su quello nazionale; le attese restano tuttavia prevalentemente negative nel trimestre in corso, mentre sono più favorevoli su un orizzonte biennale. Nelle percezioni degli agenti, su un orizzonte di tre anni le caratteristiche delle abitazioni ricercate dai potenziali acquirenti saranno molto diverse da quelle prevalenti prima della pandemia, con una maggiore richiesta di unità abitative indipendenti e con spazi esterni.

Il 61,5 per cento degli agenti intervistati ha segnalato una sostanziale stabilità dei prezzi di vendita nel primo trimestre del 2021, una percentuale
in linea con la precedente rilevazione; la percentuale di operatori che ravvisa un calo delle quotazioni è diminuita, ma resta elevata.

La quota di agenzie che ha venduto almeno un’abitazione nel trimestre gennaio-marzo è lievemente salita (all’83,6 per cento da 82,1 nel IV trimestre del 2020) e si colloca appena al di sotto dei livelli precedenti l’epidemia. L’80,7 per cento degli agenti ha venduto solo abitazioni preesistenti; la quota di operatori che ha intermediato esclusivamente immobili nuovi è rimasta minima, intorno al 2 per cento. Il saldo tra i giudizi di aumento e riduzione dei potenziali acquirenti nel primo trimestre rispetto a quello precedente è tornato positivo (3,3 punti percentuali, da -12,0; fig. 3) grazie al miglioramento registrato nelle aree non urbane. Le valutazioni restano invece sfavorevoli nelle aree urbane e metropolitane.

Il saldo fra la percentuale di agenzie che segnalano un aumento di nuovi incarichi a vendere e la quota di quelle che ne indicano una flessione
resta largamente negativo (a -23,1 punti percentuali, da -29,5 nella scorsa rilevazione; sia nelle città sia nelle aree non urbane. Poco più della metà degli agenti riporta un numero di incarichi da evadere stabile rispetto al trimestre precedente; la quota di coloro che ne indicano una diminuzione supera la percentuale degli operatori che segnalano un incremento delle commesse inevase di quasi 23 punti percentuali, come nell’indagine precedente.

Lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è sceso rispetto al trimestre precedente, al 10,1 per cento; anche i tempi di vendita sono diminuiti, a 7,0 mesi.

È aumentata la quota di agenti che indicano che proposte di acquisto ritenute troppo basse dai venditori siano la causa prevalente di
cessazione dell’incarico (59,8 per cento, da 54,3). Secondo il 47,9 per cento degli operatori i prezzi offerti sono giudicati troppo elevati dai
compratori (da 50,5). La percentuale di agenzie che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo si colloca al 24,6 per cento (da 25,8).

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